Archivio degli articoli con tag: sordi

(…) impegna il Governo a prevedere nel tempo più breve possibile (…) lo screening audiologico neonatale prevenendo una patologia gravemente invalidante che colpisce in maniera significativa una percentuale non irrilevante di neonati con costi economici e sociali rilevantissimi.

Ordine del Giorno n. G/1215/14/5 al DDL n. 1215
G/1215/14/5
PETRAGLIA, URAS
ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

lettera al Museo Egizio di Torino

Buon giorno,
ho saputo del progetto a favore dell’integrazione dei visitatori sordi per mezzo di occhiali che permetterebbero di visualizzare un avatar che si esprime in LIS (lingua dei segni).
Sono psicologa, mamma di un ragazzo sordo e mi occupo di sordità da vent’anni. Conosco tante famiglie, adulti, ragazzi, bambini che hanno a che fare con questo problema e vi assicuro che la sola iniziativa che permetterebbe loro di godere la visita al museo come tutti gli altri sarebbe la sovra titolatura.  Gli occhiali servirebbero se permettessero di visualizzare un testo che scorre e non un personaggio che si esprime in LIS. Perché ? Perché la LIS oggi è conosciuta da una minima parte della popolazione sorda (in molti casi figli di genitori sordi ). Ci sono migliaia di studenti e adulti sordi che la ignorano completamente. Mio figlio, ad esempio, universitario e appassionato d’arte, non ha mai avuto necessità di imparare la LIS e si esprime oralmente come il 90 % delle persone sorde oggi.  Sarebbe un vero peccato, e spero non succeda, che una somma così cospicua di denaro venisse sprecata per soddisfare solo chi comunque sarebbe perfettamente in gradi di leggere sovra titoli. Che senso ha investire nella traduzione LIS quando gli studenti sordi di oggi hanno apparecchi acustici evoluti, impianti cocleari, imparano a parlare, hanno accesso alla cultura come tutti gli altri e nella grande maggioranza dei casi non conoscono la LIS ma piuttosto perfettamente l’inglese?  Il padre di mio figlio è responsabile delle pagine culturali milanesi di Repubblica. Potete immaginare quanto abbia sempre tenuto, come me, ad accompagnare suo figlio in visita nei più importanti musei del mondo, compreso il Vostro. Posso ribadire che quello che sempre ci è mancato, per nostro figlio ma lo scrivo a nome di migliaia di genitori, è uno strumento in cui lui potesse leggere presentazioni delle opere esposte e non certo un paio di occhiali con un avatar che segna in una lingua sconosciuta. Se si vuole offrire un aiuto alle persone sorde questi occhiali devono permettere la lettura di un testo. Spero che la mia testimonianza valga a evitare un’operazione costosissima, non risolutiva e dannosa per l’immagine di tanti ragazzi sordi che vogliono riconosciute le loro competenze linguistiche.
Cordiali saluti
Daniela Rossi

Una riflessione privata…
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Care/i,
non mi sorprende  ormai l’intreccio tra diritti umani, libertà di scelta e riconoscimento lis ha talmente ammorbato e reso “muto” quel poco di barlume di insofferenza alla emotivativà irrazionale che stagnava nella mente  di tanti.
La nuova frontiera dei diritti ha come portabandiera il mondo della musica e fin quando troverà disponibilità in politici che si spendono  per venire incontro al” povero sordo” isolato ed emarginato sarà una lotta di Sisifo, certo sappiamo che  i segnanti e gli interpreti si accorgeranno ben presto che nessuno di questi politici, sindaci, parlamentari riusciranno a garantire i servizi  con lis (lo vediamo adesso cosa succede nelle scuole per il sostegno educativo) ma sarà un’altra storia intanto tutti accorrono ipnotizzati dal piffero della Convenzione Onu su diritti delle persone con disabilità.
Intanto nonostante questi assalti mediatici non si potrà nascondere  che  e mi pare che è proprio l’impianto cocleare assieme allo screening neonatale e alle prtotesi di ultima generazione che ha scardinato la situazione e ha interrotto il “duello ” tra oralismo e lis.
La cosa contraddittoria è che al continuo assottigliarsi di famiglie che scelgono il lis per i propri figli ,si contrapponga un interesse crescente da parte di giovani adulti che hanno avuto un’educazione oralista (forse imperfetta)  verso lo studio e la conoscenza del lis, a volte per un senso identitario /comunanza in una “comunità di sordi”. La mia impressione, non supportata da conoscenza di studi, è che tale fenomeno sia non solo determinato dall’appartenenza a un mondo in cui ti senti accettato e con il quale comuinichi ma soprattutto perchè in tanti scoprono che è  meno difficile della quotidiana fatica che richiede l’integrazione, l’inclusione  nel modo di tutti.
Infatti ci vuole una famiglia forte  e una determinazione che comporta energia e impegno notevole e una preparazione ad affrontare non poche delusioni in questa fase storica di crisi generale di cui i primi a farne le spese sono proprio le persone più deboli e tra queste i bambini stranieri
Forse dovremmo cambiare strategia ma non so cosa proporre, in un momento in cui si dovrebbero trovare punti comuni per tutte le persone con disabilità uditiva, il divario e la distanza tra chi pensa alla sordità come a uno status culturale, chi come a un deficit, chi addirittura come un dono di Dio, si allarga sempre più con tutte le implicazione socio, economiche, socioeducative e culturali.
Scusate lo sfogo
un abbraccio
Paolo
Paolo de Luca, Presidente APIC

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Pubblichiamo il testo integrale della lettera di Walter BerardoMerope   o.n.l.u.s – alla Presidente della Camera, On.le Laura Boldrini

«Voglio chiedere all’Onorevole Laura Boldrini
se crede veramente:
•   nell’integrazione per chi ha disabilità,
•    in un Paese giusto,
•    nell’investimento economico da parte di una società moderna per il recupero e l’integrazione delle persone “diverse”,
•    nella tecnologia a sostegno del servizio sanitario nazionale.
•    nella nostra Costituzione (in particolare art. 2 e 3) »

A chi ancora continua a lodare le gradi conquiste della World Federation for the Deaf vorremmo ricordare il testo della Risoluzione XIII Congresso Mondiale dei Sordi. Come diceva Totò «Ogni limite ha una pazienza»

L’Accademia della Crusca, la più prestigiosa istituzione linguistica d’Italia e la più antica accademia linguistica del mondo, inaugurerà domani – mercoledì 7 novembre 2012 – il nuovo sito Internet.  Nel nuovo sito ci saranno anche alcuni materiali video, tutti provvisti di sottotitoli.
Ci preme sottolineare questa notizia perché l’Accademia della Crusca, a seguito di una semplicissima segnalazione tramite facebook si è immediatamente prodigata per garantire la piena accessibilità del materiale video pubblicato provvedendo, nel giro di pochi minuti a trascrivere il testo della presentazione del sito di Marco Biffi, responsabile del sito della Crusca e promettendo la sottotitolatura di tutto il materiale video
Visitate la pagina facebook ufficiale dell’Accademia della Crusca

Quotidiano in Classe, ora accessibile a tutti
Sottotitoli ai video per i non udenti
La speciale sezione del sito dedicata alle scuole
E per chi coltiva il sogno di diventare reporter

Dal 5 novembre tutti i video del Quotidiano in Classe saranno sottotitolati per essere accessibili anche ai non udenti.

LA NOVITA’ – L’iniziativa per tutti gli studenti delle scuole superiori italiane, promossa dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori in collaborazione con i siti internet di Corriere della Sera, Il Sole 24 ORE e Quotidiano.net, (e realizzata con il contributo multimediale di Beppe Severgnini) si arricchisce così di un ulteriore servizio per chi ha questo particolare handicap, in modo da permettergli la fruizione di tutti i contenuti audiovisivi.

LE BARRIERE – Un modo per abbattere tutte le barriere. E per garantire le stesse possibilità di accesso dei video per chi ha la voglia di diventare reporter e la passione di raccontare tutto ciò che lo circonda.

Redazione Online

Fonte Corriere della Sera>Cultura

A seguito della nostra lettera del 11 ottobre scorso abbiamo verificato che la pagina del sito internet dell’INPS che era dedicata ai “SORDOMUTI”, è stata adeguata a norma della L.95/2006 utilizzando nella maniera corretta il termine “sordo” al posto di “sordomuto”.

Ci preme sottolineare invece che, nonostante esplicita richiesta, NON SONO STATE ADEGUATE molte altre pagine Internet cosicché il termine “sordomuto” continua a figurare nel sito dell’INPS in diverse pagine continuando a prefigurare lo stigma della persona sorda. Ribadiamo che la nostra non è né una pignoleria né una questione di poco conto perché la terminologia è importante e il suo giusto utilizzo può riuscire a rompere barriere culturali che diventano anche sociali. Per semplicità trasmettiamo la ricerca effettuata dal sito INPS stesso dalla quale si può facilmente verificare quanto detto http://www.inps.it/search122/ricerca.aspx?sTrova=sordomuti&search=Trova.

Oltre ciò torniamo a far notare l’importanza dei sottotitoli soprattutto nelle campagne istituzionali come quella ideata da Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Inps per spiegare, in modo semplice e comprensibile a tutti, i concetti fondamentali della previdenza e le novità introdotte dalla Riforma pensionistica. Riteniamo che non sia sufficiente, eliminare il link che dalla pagina dedicata alle persone con disabilità uditiva conduce direttamente al suddetto video, per risolvere il problema di accessibilità! Si torna quindi a ribadire che I VIDEO NON SOTTOTITOLATI NON SONO ACCESSIBILI e ciò nonostante che le nuove tecnologie oggi permettano, a costo pari a zero, di inserire i sottotitoli in ogni web-video;  i sottotitoli sono indispensabili per una piccola fascia della popolazione (le persone sorde) ma possono essere un ausilio in grado di rendere la vita più facile a tutti quelli che li vogliono scegliere in aggiunta alla voce narrante del video, anziani e stranieri in primo luogo.

In rispetto dell’art. 3 della Costituzione, della L.104/1992 e sulla base della L.67/2006 torniamo a chiedere che sia eliminata ogni discriminazione in pregiudizio delle persone con disabilità e di intervenire in maniera tempestiva per rendere accessibili i video a TUTTE le persone, nessuna esclusa.

Lettera in allegato

“E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”
La terminologia è importante e il suo giusto utilizzo può riuscire a rompere barriere culturali che diventano anche sociali.
non chiediamo una strada diversa ma semplicemente atti di progettazione inclusiva e universale

…dobbiamo purtroppo constatare che, quando si avvicinano le elezioni, la disabilità uditiva riconquista improvvisamente l’attenzione di tutte le forze politiche, rischiando spesso di essere strumentalizzata….