Una riflessione privata…
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Care/i,
non mi sorprende  ormai l’intreccio tra diritti umani, libertà di scelta e riconoscimento lis ha talmente ammorbato e reso “muto” quel poco di barlume di insofferenza alla emotivativà irrazionale che stagnava nella mente  di tanti.
La nuova frontiera dei diritti ha come portabandiera il mondo della musica e fin quando troverà disponibilità in politici che si spendono  per venire incontro al” povero sordo” isolato ed emarginato sarà una lotta di Sisifo, certo sappiamo che  i segnanti e gli interpreti si accorgeranno ben presto che nessuno di questi politici, sindaci, parlamentari riusciranno a garantire i servizi  con lis (lo vediamo adesso cosa succede nelle scuole per il sostegno educativo) ma sarà un’altra storia intanto tutti accorrono ipnotizzati dal piffero della Convenzione Onu su diritti delle persone con disabilità.
Intanto nonostante questi assalti mediatici non si potrà nascondere  che  e mi pare che è proprio l’impianto cocleare assieme allo screening neonatale e alle prtotesi di ultima generazione che ha scardinato la situazione e ha interrotto il “duello ” tra oralismo e lis.
La cosa contraddittoria è che al continuo assottigliarsi di famiglie che scelgono il lis per i propri figli ,si contrapponga un interesse crescente da parte di giovani adulti che hanno avuto un’educazione oralista (forse imperfetta)  verso lo studio e la conoscenza del lis, a volte per un senso identitario /comunanza in una “comunità di sordi”. La mia impressione, non supportata da conoscenza di studi, è che tale fenomeno sia non solo determinato dall’appartenenza a un mondo in cui ti senti accettato e con il quale comuinichi ma soprattutto perchè in tanti scoprono che è  meno difficile della quotidiana fatica che richiede l’integrazione, l’inclusione  nel modo di tutti.
Infatti ci vuole una famiglia forte  e una determinazione che comporta energia e impegno notevole e una preparazione ad affrontare non poche delusioni in questa fase storica di crisi generale di cui i primi a farne le spese sono proprio le persone più deboli e tra queste i bambini stranieri
Forse dovremmo cambiare strategia ma non so cosa proporre, in un momento in cui si dovrebbero trovare punti comuni per tutte le persone con disabilità uditiva, il divario e la distanza tra chi pensa alla sordità come a uno status culturale, chi come a un deficit, chi addirittura come un dono di Dio, si allarga sempre più con tutte le implicazione socio, economiche, socioeducative e culturali.
Scusate lo sfogo
un abbraccio
Paolo
Paolo de Luca, Presidente APIC

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Pubblichiamo il testo integrale della lettera di Walter BerardoMerope   o.n.l.u.s – alla Presidente della Camera, On.le Laura Boldrini

«Voglio chiedere all’Onorevole Laura Boldrini
se crede veramente:
•   nell’integrazione per chi ha disabilità,
•    in un Paese giusto,
•    nell’investimento economico da parte di una società moderna per il recupero e l’integrazione delle persone “diverse”,
•    nella tecnologia a sostegno del servizio sanitario nazionale.
•    nella nostra Costituzione (in particolare art. 2 e 3) »

Prof. Edoardo Arslan
Ieri il Prof. Edoardo Arslan se ne è andato.

Fino alla fine, ha lottato con un male che è stato più forte del suo carattere e più beffardo del suo ironico sorriso.

Era un luminare nel campo dell’Audiologia ma soprattutto una brava persona, modesta, squisita, attenta e molto paziente.

Disponibile al dialogo, con noi era stato il promotore della lettera firmata da TUTTI i Professori Ordinari di Otorinolaringoiatria e di Audiologia e dei Primari di Otorinolaringoiatria e di Audiologia italiani (SIO e SIAF) con la quale il 11/05/2011 segnalarono al parlamento italiano la loro preoccupazione per la proposta di legge in discussione alla Camera dei Deputati su “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana”

Caro Professore, per ricordarla non faremo silenzio, perché lei ha sempre fatto il possibile per vincerlo!

Sordità, lingua dei segni e minoranze una forzatura che costerebbe cara

Un contributo importante affinché si capisca che sarebbe un errore considerare la disabilità uditiva uno “status differenziato” da proteggere e non un deficit sanitario da affrontare con un adeguato protocollo sanitario e logopedico.
La scelta è tra offrire tutela ai soggetti che presentano tale disabilità o assicurare la permanenza dello stesso fattore diversificante

A chi ancora continua a lodare le gradi conquiste della World Federation for the Deaf vorremmo ricordare il testo della Risoluzione XIII Congresso Mondiale dei Sordi. Come diceva Totò «Ogni limite ha una pazienza»

http://www.radioradicale.it/scheda/374340

E’ stata pubblicata la trascrizione integrale del convegno in file .pdf

Camera dei Deputati
Sala delle Colonne
Roma, Via Poli 19
8 marzo 2013, h.14.30 -18.30
Comunicazione e Lingua: la facoltà linguistica pratica e la realtà dei disabili uditivi
Ambiente sociale e famiglia: integrazione e inclusione sociale; benessere e partecipazione alla vita sociale Europea.
Introduce e modera Valter Vecellio – Vice capo redattore RAI Tg2.
Intervengono, fra gli altri: Maria Antonietta Farina Coscioni (Presidente onorario Ass. Luca Coscioni),
Renato Balduzzi (Ministro della salute),
Paola Binetti (Parlamentare e Neuropsichiatra infantile),
Giuseppe Gitti (Centro Rieducazione Ortofonica Firenze),
Maurizio Turco (Parlamentare, Membro Comm. Affari Costituzionali, già Deputato Europeo)
Virginia Ravaioli (TRAMES, Ente Culturale, Cooperazione e Dialogo Interculturale‚ Firenze)

Roma, 8 marzo 2013
Per raggiungere l’obiettivo della piena inclusione è necessaria la messa in atto di un adeguato protocollo sanitario, educativo e scolastico che sia unico a livello nazionale e non disomogeneo a seconda delle diverse politiche Regionali.
Nello specifico, tale protocollo comprende screening neonatale, diagnosi, protesizzazione o impianto cocleare e abilitazione alla parola. È solo in questo modo che i bambini di oggi saranno adulti liberi dall’handicap dato dal deficit uditivo e dall’assenza della lingua orale e la loro disabilità sarà minimizzata.
Chiediamo allo Stato di procedere rapidamente alla definizione di un piano nazionale di prevenzione e trattamento della disabilità uditiva, che parta dallo screening neonatale obbligatorio in tutti i punti nascita d’Italia.
La diagnosi precoce deve significare anche l’accesso ai servizi sanitari definiti dallo Stato e realizzati dalle Regioni finalizzati alla protesizzazione o impianto cocleare e alla abilitazione alla lingua orale in modo conseguente, coerente, e prioritario.
Solo e soltanto questo percorso è l’irrinunciabile premessa e condizione per la formazione del Cittadino Italiano e per perseguire l’inclusione e la piena cittadinanza e lo Stato non può trascurarlo, abbandonando i genitori nel sopportarne il peso. Lo Stato deve completare l’opera intrapresa assicurando la copertura organizzativa dell’intero percorso, sopportando tra l’altro un onere economico che ha termine con la raggiunta indipendenza, la piena inclusione.
Altri e diversi percorsi sono, al contrario, fonte di oneri economici inesauribili, destinati a segnare la diversità, l’emarginazione e l’autoreferenzialità di gruppo.
Chiediamo la piena esigibilità del diritto alla salute, l’informazione tempestiva e il sostegno alle famiglie, l’attivazione di azioni e percorsi verso l’uguaglianza, l’ottimizzazione degli interventi e degli investimenti, una vera politica di inclusione sociale che porti le persone con disabilità uditiva ad apprendere la lingua orale, ad essere cittadini fra i cittadini.
Per queste ragioni e per queste finalità, chiediamo la messa in atto di un protocollo d’intervento unico a livello nazionale che partendo dalle indicazioni dei medici, fornisca linee guida alle Regioni, al Servizio Sanitario Nazionale e a tutte le istituzioni territoriali impegnate nel soddisfacimento dei diritti costituzionali.

Schreening uditivo neonatale
Pochi secondi e un test semplice, economico (13.32 €), non invasivo, per identificare la sordità fin dalla nascita…e in Italia non è ancora regolamentato da una direttiva nazionale
La Repubblica, 05/03/2013- pag. 41

L’Accademia della Crusca, la più prestigiosa istituzione linguistica d’Italia e la più antica accademia linguistica del mondo, inaugurerà domani – mercoledì 7 novembre 2012 – il nuovo sito Internet.  Nel nuovo sito ci saranno anche alcuni materiali video, tutti provvisti di sottotitoli.
Ci preme sottolineare questa notizia perché l’Accademia della Crusca, a seguito di una semplicissima segnalazione tramite facebook si è immediatamente prodigata per garantire la piena accessibilità del materiale video pubblicato provvedendo, nel giro di pochi minuti a trascrivere il testo della presentazione del sito di Marco Biffi, responsabile del sito della Crusca e promettendo la sottotitolatura di tutto il materiale video
Visitate la pagina facebook ufficiale dell’Accademia della Crusca

Quotidiano in Classe, ora accessibile a tutti
Sottotitoli ai video per i non udenti
La speciale sezione del sito dedicata alle scuole
E per chi coltiva il sogno di diventare reporter

Dal 5 novembre tutti i video del Quotidiano in Classe saranno sottotitolati per essere accessibili anche ai non udenti.

LA NOVITA’ – L’iniziativa per tutti gli studenti delle scuole superiori italiane, promossa dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori in collaborazione con i siti internet di Corriere della Sera, Il Sole 24 ORE e Quotidiano.net, (e realizzata con il contributo multimediale di Beppe Severgnini) si arricchisce così di un ulteriore servizio per chi ha questo particolare handicap, in modo da permettergli la fruizione di tutti i contenuti audiovisivi.

LE BARRIERE – Un modo per abbattere tutte le barriere. E per garantire le stesse possibilità di accesso dei video per chi ha la voglia di diventare reporter e la passione di raccontare tutto ciò che lo circonda.

Redazione Online

Fonte Corriere della Sera>Cultura