lettera al Museo Egizio di Torino

Buon giorno,
ho saputo del progetto a favore dell’integrazione dei visitatori sordi per mezzo di occhiali che permetterebbero di visualizzare un avatar che si esprime in LIS (lingua dei segni).
Sono psicologa, mamma di un ragazzo sordo e mi occupo di sordità da vent’anni. Conosco tante famiglie, adulti, ragazzi, bambini che hanno a che fare con questo problema e vi assicuro che la sola iniziativa che permetterebbe loro di godere la visita al museo come tutti gli altri sarebbe la sovra titolatura.  Gli occhiali servirebbero se permettessero di visualizzare un testo che scorre e non un personaggio che si esprime in LIS. Perché ? Perché la LIS oggi è conosciuta da una minima parte della popolazione sorda (in molti casi figli di genitori sordi ). Ci sono migliaia di studenti e adulti sordi che la ignorano completamente. Mio figlio, ad esempio, universitario e appassionato d’arte, non ha mai avuto necessità di imparare la LIS e si esprime oralmente come il 90 % delle persone sorde oggi.  Sarebbe un vero peccato, e spero non succeda, che una somma così cospicua di denaro venisse sprecata per soddisfare solo chi comunque sarebbe perfettamente in gradi di leggere sovra titoli. Che senso ha investire nella traduzione LIS quando gli studenti sordi di oggi hanno apparecchi acustici evoluti, impianti cocleari, imparano a parlare, hanno accesso alla cultura come tutti gli altri e nella grande maggioranza dei casi non conoscono la LIS ma piuttosto perfettamente l’inglese?  Il padre di mio figlio è responsabile delle pagine culturali milanesi di Repubblica. Potete immaginare quanto abbia sempre tenuto, come me, ad accompagnare suo figlio in visita nei più importanti musei del mondo, compreso il Vostro. Posso ribadire che quello che sempre ci è mancato, per nostro figlio ma lo scrivo a nome di migliaia di genitori, è uno strumento in cui lui potesse leggere presentazioni delle opere esposte e non certo un paio di occhiali con un avatar che segna in una lingua sconosciuta. Se si vuole offrire un aiuto alle persone sorde questi occhiali devono permettere la lettura di un testo. Spero che la mia testimonianza valga a evitare un’operazione costosissima, non risolutiva e dannosa per l’immagine di tanti ragazzi sordi che vogliono riconosciute le loro competenze linguistiche.
Cordiali saluti
Daniela Rossi

Annunci